Urban Regeneration

Workshop: Chi fa la città? / Who make the city?

Giovedí 7 Novembre si è tenuto il workshop di ricerca “Chi fa la città” organizzato da Fondazione Feltrinelli in collaborazione con PlusValue (PV) e LendLease (LL) per riflettere sul necessario dialogo tra city makers milanesi (soggetti che promuovono pratiche innovative dal basso all’interno della città) e developers, come Lendlease.

Ilda Curti, esperta di innovazione e rigenerazione urbana, precedentemente assessore al comune di Torino con delega all’urbanistica, ha moderato il tavolo. Tra i presenti, ampia delegazione di LL (incluso Andrea Ruckstuhl) e una decina di city-maker “grassroot” (condivideremo la lista insieme al rapporto finale a cura di FF).

Il workshop si è strutturato seguendo una serie di domande volte a suscitare, e a tratti a provocare, i presenti. Riportiamo di seguito i concetti chiave emersi dall’interessante e stimolante pomeriggio.

  • City makers e developers sono due facce della stessa medaglia. La sostanziale differenza tra i due è la scala delle loro azioni: il primo lavora su micro progettualità, mentre il secondo su scala più ampia, su macro progetti.
  • Il city maker può giocare un ruolo di rilievo, aiutando il developer a districarsi all’interno della complessità dei luoghi dando voce ai bisogni e alle aspirazioni delle comunità;
  • Questo contribuisce a scardinare la logica ormai superata del developer come soggetto antagonista rispetto ai city makers, che contribuisce a creare un rapporto conflittuale tra le parti e quindi la mancanza di efficacia nella definizione del percorso di sviluppo della città;
  • Le procedure di concessione degli spazi pubblici dovrebbero riflettere la necessita’ di creare valore per la comunità che sia tanto economico quanto sociale ed ambientale. Un primo passo è stato fatto a Milano attraverso le richieste di progettualità sociale e di lungo periodo (vedi Arexpo-MIND), ma è auspicabile una rivalutazione dei criteri di assegnazione di spazi ed infrastrutture pubbliche;
  • La creazione di valore deve da una parte radicarsi nelle necessità ed aspirazioni delle comunità, e dall’altra oggettivarsi attraverso pratiche di misurazione d’impatto credibili ed efficaci;
  • Vi è un consenso diffuso sulla necessità di irrobustire la comunità di cura sul territorio attraverso la definizione di alleanze strategiche e ricostruendo legami di comunità, che coinvolgano tutte le scale in gioco;
  • Altrettanto diffuso il consenso sulla necessità per la pubblica amministrazione di accogliere la sfida e adattare i meccanismi di funzionamento del public procurement alla rapida evoluzione delle dinamiche di creazione della realtà urbana.

Per PV l’evento ha rappresentato prima di tutto, un piccolo successo (che si realizzerà in pieno con la presentazione del rapporto al Sindaco Sala in dicembre), in secondo luogo, abbiamo avuto un ruolo di rilievo specificatamente nella definizione e organizzazione di del workshop che, dato il successo, ci prospettiamo abbia uno sviluppo futuro.

Il nostro ruolo è stato, innanzitutto, da intermediario tra le diverse scale in gioco nei processi di trasformazione urbana (i.e. come generatori di informazioni su cui sviluppatori e decision maker possano agire), ed in secondo luogo come attori in grado di identificare l’impatto prodotto secondo criteri riconosciuti a livello internazionale.

WHO MAKE THE CITY, WORKSHOP (ENGLISH VERSION)

On November, 7, Feltrinelli Foundation -in collaboration with PlusValue (PV) and LendLease (LL)-organised the research workshop “Who makes the city” to reflect on the necessary dialogue between Milanese city makers (subjects that promote innovative practices from below within the city) and developers, such as Lendlease. Ilda Curti, an expert in innovation and urban regeneration, previously councillor for the city of Turin with responsibility for urban planning, moderated the table. Among those present, a large delegation of LL (including Andrea Ruckstuhl, Head of the Europe, Middle East and Africa division of Lendlease) and a dozen city-makers (we will share the list with the final report by Feltrinelli Foundation).

Key concepts from the interesting afternoon below:

– City makers and developers are two sides of the same coin. The substantial difference between the two is the scale of their actions: the first works on micro projects, while the second on a larger scale: on macro projects.

– The city maker can play an important role, helping the developer to get out of the complexity of the places by giving voice to the needs and aspirations of the communities;

– This contributes to unhinging the outdated logic of the developer as an antagonistic subject with respect to the city makers, which contributes to creating a conflicting relationship between the parties and therefore the lack of effectiveness in defining the path of development of the city;

– The procedures for granting public spaces should reflect the need to create value for the community that is both economic and social and environmental. A first step has been taken in Milan through requests for social and long-term planning (see Arexpo-MIND, 99-year concession), but a re-evaluation of the criteria for the allocation of public spaces and infrastructures is desirable;

– The creation of value must on the one hand, be rooted in the needs and aspirations of the communities, and on the other hand, be objectified through credible and effective impact measurement practices;

– Widespread consensus on the need to strengthen the community of care on the territory through the definition of strategic alliances and rebuilding community ties, involving all scales at stake;

– Widespread consensus on the need for the public administration to accept the challenge and adapt the mechanisms of operation of public procurement to the rapid evolution of the dynamics of creation of the urban reality.