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Presentati i risultati del progetto di innovazione sociale “Programma 2121”

Evento in collaborazione con il Ministero della Giustizia

 29 Ottobre 2020

Il 29 Ottobre sono stati presentati i primi risultati di Programma 2121, l’iniziativa pubblico-privata promossa dal Ministero della Giustizia italiano e da Lendlease, con lo scopo di favorire il reintegro dei detenuti nella società. PlusValue ha contribuito all’ideazione, partecipa al coordinamento tra i partner e si occupa della valutazione dell’impatto sociale ed economico.

Il Protocollo d’Intesa 2121, che ha dato origine a Programma 2121, costituisce una programmazione ragionata di interventi che mettono insieme organizzazioni pubbliche e private per un fine più alto, ovvero restituire alla società persone che hanno sbagliato, ma che sono in condizione di non tornare a delinquere.

La tavola rotonda digitale – moderata da Nadia Boschi Head of Sustainability di Lendlease – è stata aperta da Giovanna De Rosa, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha illustrato il quadro istituzionale in cui si muove Programma 2121.

La finalità più nota della detenzione è quella rieducativa: si punisce per sanzionare la condotta, ma ciò non è sufficiente perché la Costituzione ed il buon senso prevedono che ci sia uno scopo più importante: correggere i comportamenti pericolosi che si manifestano con il reato. L’articolo 21 dell’Ordinamento Penitenziario si riferisce, infatti, alla possibilità che i detenuti lavorino all’esterno del carcere.

Il lavoro è un’opportunità ma è anche uno strumento, insieme alla formazione professionale, per favorire il reinserimento in società ed evitare che i detenuti ricadano in errore.

Programma 2121 prende le mosse nel 2018 dall’intenzione di valorizzare la presenza del Carcere di Bollate nelle immediate vicinanze del sito MIND–Milano Innovation District. Come ha raccontato l’Head of Continental Europe di Lendlease, Andrea Rucksthul, quella di Programma 2121 è stata l’opportunità concreta per dimostrare che tecnologia e innovazione possono essere messi a disposizione della crescita della comunità e creare impatto sociale. Programma 2121 è dunque partito con una fase pilota con 9 partecipanti che hanno trascorso più di un anno presso diverse aziende, tra cui Lendlease.

Filippo Giordano, Professore Associato di Economia Aziendale presso l’Università LUMSA di Roma e docente di Business Ethics e Responsabilità Sociale presso l’Università Bocconi, ha descritto la situazione carceraria italiana. Nonostante il lavoro penitenziario sia una leva strategica per l’inclusione sociale al 31 dicembre 2019 solo il 30% circa dei detenuti era impiegato in attività lavorative, e di questi solo il 13% (2381 detenuti) per datori terzi rispetto all’amministrazione.

Il Policy Paper di Filippo Giordano (Favorire la sostenibilità e scalabilità nei programmi di reinserimento lavorativo dei detenuti, Insight dal Programma 2121) mette in luce i principali elementi di innovatività della proposta di Programma 2121. Il progetto:

  • riconosce che un problema complesso ha bisogno di una risposta interistituzionale. La collaborazione tra soggetti pubblici e privati permette agli ex-detenuti di intraprendere un percorso che li renderà competitivi e credibili una volta fuori dal carcere;
  • ha trasformato quello che normalmente sarebbe considerato un punto di debolezza del mercato real estate – la prossimità ad un carcere – in un punto di forza caratterizzante;
  • mostra che la qualità del percorso professionalizzante e la flessibilità delle aziende ospitanti nell’adattarsi alle competenze dei tirocinanti sono elementi vincenti;
  • offre opportunità di reinserimento all’interno di business tradizionali (real estate, ad esempio).

Anche Vincenzo Lo Cascio, Responsabile Ufficio Centrale Lavoro detenuti Ministero della Giustizia, ha posto l’accento sulla necessità di ricercare e dare sempre più sostanza all’approccio pubblico-privato che, seppur non facile, può portare a risultati importanti. Infatti, grazie a Protocollo 2121 è stato sviluppato un modello virtuoso che consente di aiutare il Ministero della Giustizia a promuovere progetti in grado di fare la differenza nella vita delle persone e, allo stesso tempo, contribuire ad aumentare la sicurezza dei cittadini.

Il nostro CEO, Filippo Addarii, ha incentrato il suo intervento sulle modalità per aumentare il numero di beneficiari del progetto e sulla sostenibilità finanziaria. Ha illustrato le opportunità offerte da strumenti finanziari e organizzativi innovativi come i Social Outcome Contract (SOC) – conosciuti anche sotto la denominazione di Social Impact Bond (SIB). I SOC prevedono la realizzazione degli obiettivi della Pubblica Amministrazione attraverso il coinvolgimento di investitori privati, che finanziano soluzioni innovative e vengono pagati per i risultati raggiunti. In questo caso, l’elemento di innovazione è l’Outcome Payment Fund, che può essere finanziato dal Fondo Sociale Europeo.

Con questo modello tutti i potenziali beneficiari dell’articolo 21 (circa 4.500 detenuti su un totale di 60.000) potranno realisticamente entrare nel mercato del lavoro con beneficio di tutti.

Filippo Addarii ha altresì portato all’attenzione dei partecipanti l’esistenza, in Italia, di schemi di politica pubblica su cui innestare strumenti di questo tipo. Uno di questi è “Dote Unica Lavoro”, concepito da Regione Lombardia e finanziato dal Fondo Sociale Europeo. Nel Programma gli operatori gestiscono una serie di servizi volti all’inserimento lavorativo e le attività -direttamente funzionali all’ingresso nel mercato del lavoro- sono riconosciute agli operatori a risultato, ovvero a fronte della sottoscrizione di un contratto da parte del beneficiario.

Infine, permetteteci una punta di orgoglio per essere partner del progetto. Siamo fiduciosi di poter presto annunciare una nuova partnership per scalare il progetto: incrementare il numero di beneficiari coinvolti e l’impatto socio-economico. Sarà dunque nostro compito promuovere l’utilizzo di strumenti di finanziamento ibridi per far convergere risorse sostanziose, pubbliche e private, in un contenitore unico, capace di garantire continuità e sostenibilità finanziaria.

Sappiamo infatti che la valutazione dell’impatto economico e sociale è uno degli elementi essenziali per l’investimento di un soggetto privato in un progetto del genere.

Lo sappiamo, perché è uno dei nostri punti di forza e faremo in modo che lo sia anche per coloro che vorranno impegnarsi con noi in ulteriori progetti!